
In un momento di stasi la plastica si fa via via più fitta, i respiri appannano la vista, la forza di combattere stringe.
Fortissimi movimenti giù nel nostro blocco, nell'attesa dell'arrivo degli inediti vi regaliamo questa chicca: direttamente dalle strade americane nostro fratello Christian ci ha aperto l'Alveare con un flow da paura. Queste collaborazioni con gli stranieri ci fanno andare fuori di testa, se poi parliamo di gente che è cresciuta tra Brooklin e Little Italy non ci stiamo veramente più dietro.
Dateci un giudizio su questo figlio del flow.Il ritornello del pezzo ci vede al microfono insieme mentre le strofe sono tutte farina del suo sacco:un portoricano slang che picchia la coppa.
Il beat è...beh lo beccate in un secondo per me!

Postumi del tour ancora sulle spalle.Sulla corazza.
Weekend passato in montagna tra i fogli maledetti, tanto inchiostro.
Giovedì sera il Blocco si rinchiude per fare briefing.
Sabato Blocco c4 live in PIAZZA BRA.
Non abbiamo mai giocato così tanto "in casa".
La Gran Guardia a guardarci.
A tenerci al centro delle sue iridi, a incendiarci.
Presto online il sito bloccoc4.tk.
Ci sono dei cambiamenti di rotta, ma era giusto così in fondo.
Il cielo ha deciso così e se ci cambia la squadra noi dobbiamo cambiare gli schemi.
Non posso sapere perchè, so che qualcuno ci sta prendendo sul serio dandoci il peso esatto,senza quotarci troppo o troppo poco.Soprattutto senza quotarci troppo, non ci sarebbe gusto altrimenti.
Portishead nella testa.
Incalzanti.

Prima parte dell'inch by inch finita, primo tempo concluso bene.
Stiamo sopra, le fila della difesa hanno retto bene, le entrate sono state sempre pulite.
Ma non è ancora finita, ancora tanti centimetri che ho nello zaino e che devo ancora contare.
Grazie a chi dagli spalti ci ha sostenuto, a chi ci ha spinto, a chi ci ha coperto le spalle, a chi ci ha chiamato, a chi ci ha saputo accarezzare, a chi ci ha dato la parola giusta al momento giusto, a chi ha offerto da bere: ci stava.
Mai nome sarà più adatto come quello che abbiamo dato a questo periodo.
Tempo di fortissimi cambiamenti, amicizie rotte per una puttanata, nuove stelle che cercano di splendere e vecchi rancori che ogni tanto se ne tornano fuori.
Ogni volta che siamo la fuori c'è un cielo che chiama azzurro, una battaglia che chiama fatica o un sorriso che fa perdere centimetri.
Spesso non si capisce il motivo, non si capisce perchè, non si trova un senso.
Poi con il tempo impari che non sempre dipende da te, che a volte non è colpa tua.
Ma succede, e non ci puoi fare niente, puoi solo vedere la tua vita che si disgrega lenta davanti a te e poi ricostruirla con nuova forza, con nuova foga.
Centimetro dopo centimetro.
Conoscenze nuove, soddisfazione sul posto di lavoro che spina profondo sul cervello e sui fianchi (tutt'ora scrivo di sgamo dal pc dello studio), ore passate al bar di un amico che cerca ogni sera di stendermi con drink e affini, vecchie conoscenze che ti stendono con un ritorno che non ti saresti mai aspettato, sorrisi dolcissimi tra fotocopie in ateneo.
Di sfondo la voglia di "torno vivo".
Di sfondo c'è da ricostruire così tanto che all'inizio non si sapeva nemmeno da dove ripartire.
Ora piano piano qualcosina sta crescendo, qualche pezzo di pelle ritorna stile T-1000 e non lo lascio più scappare.
Di sfondo ci sono le due meno venti del mattino in Piazza Cittadella con una amica dall'accento toscano a parlare, solo parlare e sentirsi bene, cene messicane, cene ad un "ristorante sorriso" che vale veramente il nome.
La forte sensazione di dover ricostruire qualcosa che si è rotto non solo per la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma per il modo in cui si è lasciato che la goccia cadesse.
Rifarsi da zero, mettere in ordine con decisione ferrea.
E 'mo vediamo che cazzo fai Maggio.
Mossa tua
