sabato, 21 aprile 2007, ore aprile 21, 2007 11:02

Parcheggio l'auto dietro al carroarmato di S.
Scendendo ,investito dall'aria più fresca di quanto pensassi, mi gelo guardando la mia città gialla.
Verona la sera è gialla, di un giallo opaco.
Una grande foto tridimensionale in seppia.
Una di quelle foto che mostreresti a chiunque, orgogliooso di quel "io c'ero" che ti si legge negli occhi, ma che ti ingelosisce nelle mani di qualcun'altro.
Perchè un veronese ne vuole l'esclusiva.
A pochi metri S e P sono già al primo giro di Malibù.
Sono stanchissimo, ma con voglia sincera di stare con loro il più possibile, li saluto con ancora in testa il copione sfogliato fino a pochi istanti prima:come farsi rovinare dall'incapacità di staccare seriamente dal lavoro.
Sappiamo tutti e tre perchè siamo attorno a quel tavolino,proprio davanti a Palazzo Barbieri, con quello scorcio di Arena in lontananza, ma nessuno ne vuole parlare.
Ci basta esserci, e il diretto interessato del motivo della nostra presenza lo sa.
E' abbastanza.
Per tutti.
Arriva anche J, e con il secondo giro di Malibù arriva anche la pizza.
Delirio battute, ed anche se ho smesso da una vita ormai mi concedo la prima sigaretta della serata, godendo profondamente di questa serata meraviglia, dei miei fratelli vicino, della telefonata "pubblica" della cugina di P, dell'arrivo di tre ragazze, del racconto sulle iniezioni fatte in casa post rottura gamba, del cellulare che si spegne.
Non lo so se è il malibù, la stanchezza, l'essere in mezzo a loro, o tutte e tre le cose insieme.
Semplicemente...l'ingranaggio gira benissimo.
Mi innamoro di una ragazza dall'altro lato della strada.Figlia di Verona con tacco "noncelafaccio" minigonna,gambe perfette e pizza da portarvia in braccio.
Verona è scorrevole in ogni suo angolo smussato, i lampioni gialli rendono perfettamente curva ogni cosa, e tollerabili le centinaia di nuove telecamere che ci osservano e che impoveriscono la città con la loro insistenza nello spiarci.
Torno in macchina, e mentre guido penso che mi manca F all'appello.
Fratello dove sei?

Adige
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domenica, 08 aprile 2007, ore aprile 08, 2007 11:42

Il blog compie i suoi porci due anni ormai.
Contiene tra una cosa e l'altra tutto ciò che è successo, i cambiamenti dell'hiphop nella città ed anche in me.
In questi giorni sto lavorando alle rifiniture al disco di Astio.
PIù ci sto dietro più mi rendo conto che finalmente ci siamo.
Con il 2007 ritorniamo, ognuno con la sua cosa,che alla fine è un prolungamento del disco degli altri due.
Nel senso "Ciò che sono, Angelus, Bendati".
Ognuno dei tre lavori sta a se, ma inevitabilmente si completa vicino agli altri secondo me.
E non è una cosa voluta.
E' tanto duro l'hiphop in questi ultimi mesi.
Ma è adesso che le teste non devono smettere di muoversi.

Adige
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